Auguro a tutti i lettori un Buon Natale, con le mie scuse per i mancati aggiornamenti e la promessa che ad anno nuovo tornerò ad essere una blogger più assidua! :3
Questo blog si occupa di diffondere informazioni riguardanti Linfedema e Lipedema, sia per chi vuole saperne di più sia per chi ne è affetto. Perché una nuvola di passaggio? Beh, perché si spera che prima o poi questi incubi se ne vadano, leggerissimi, lasciando leggerissimi anche noi stessi. Benvenuti!
venerdì 25 dicembre 2015
venerdì 28 agosto 2015
Tante novità
Ciao
a tutti! Mi scuso innanzi tutto per la lunga assenza, ma sono successe tante
cose in un arco di tempo alla fine molto breve. Innanzi tutto mi sono laureata
a marzo, cosa di cui sono molto felice e soddisfatta, ed ho iniziato un nuovo
percorso di studi in vista della laurea magistrale.
Quanto
alla malattia, anche qui ci sono molte novità, che presto vi racconterò
dettagliatamente, però vorrei prima scrivere qualche riga su una cosa che
ancora qui non è comparsa: la mia storia.
Una
sera, quando avevo 15 anni, mi sono alzata per andare a dormire e quando ho
guardato in basso le mie gambe erano gonfie in modo davvero preoccupante. Parlo
di caviglie grandi più del doppio del normale, con un gonfiore che arrivava
fino alle ginocchia. I miei genitori, visibilmente preoccupati, hanno chiesto
consiglio al medico di famiglia, che nel giro di pochi mesi ci ha fatto andare
dai più svariati specialisti: per l'angiologo ero solo grassa e reagivo così al
caldo, per l'ecografo era solo un accumulo di grasso nei polpacci, per il
cardiologo stavo benissimo, le analisi non avevano niente che non andava.
L'angiologo disse pure che se avessimo voluto essere più scrupolosi si sarebbe
potuta fare una lingoscintigrafia, ma a che pro infilarsi degli aghi nei piedi?
Beh, purtroppo da bambina paurosa che ero, fui erroneamente d'accordo. Mi
fecero prendere un diuretico per dare la parvenza di avermi dato una terapia,
ma non cambiò nulla, a parte le mie frequenti soste al bagno. Dopo questo giro
lungo, estenuante e senza risposte il gonfiore si è preso un periodo di pausa:
dai 16 ai 20 anni circa ho avuto sempre le gambe un poco pesanti, ma potevo
persino permettermi di portare una gonna senza attirare gli sguardi.
Il
resto è successo poi molto in fretta, a dire il vero: anche se non avevo mai
sperato che il gonfiore sparisse del tutto, mi colse comunque alla sprovvista
il drastico peggioramento ci fu durante l'estate dei miei 20 anni: ogni sera
avevo le gambe gonfissime e tesissime, tanto che non riuscivo più a stare
seduta per più di un'ora. Ho dovuto rimandare un esame perché dovevo andare
spessissimo a letto e non riuscivo a studiare per il fastidio.
Ormai
adulta, cosciente della situazione e determinata a dire basta a quella tortura
e a quelle gambe orribili, feci una lunga ricerca su internet che mi portò al
sito www.soslinfedema.it, il
quale sembrò finalmente darmi qualche indizio, se non risposta. Parlava di
quell'orribile male che è il linfedema, c'erano persone messe molto peggio di
me, che quelle orribili gambe gonfie le avevano da decenni. E non c'era cura.
Prenotai
una visita da un nuovo angiologo, al quale spiegai la situazione. Anche lui mi
disse che non c'era niente che non andasse. Ma io ero pronta a non cedere,
stavolta: gli spiegai la gravità del gonfiore successiva al pomeriggio e gli
feci il nome del linfedema sperando di accendere una qualche lampadina sulla
sua testa. Fu allora che, dopo i "non so che dirle", i "ma
saranno gli ormoni" o, peggio ancora, gli atteggiamenti da scettici
dinanzi ad una probabile ipocondriaca con un po' di pesantezza dovuta al caldo,
mi presi anche della saputella che "con internet crede di poter fare il
lavoro del medici".
Dopo la mia insistenza, il medico decise in ogni caso di volermi rivedere, di sera, di modo da poter vedere di persona questi edemi serali. Finalmente li vide e qualcuno mi disse che avevo ragione, che gli accumuli di liquido c'erano. Mi prescrisse una linfoscintigrafia. Non c'è nemmeno da dirlo che avevo timore di quell'esame, anche se forse più degli aghi tra le dita dei piedi che non della radioattività ^^
Dopo la mia insistenza, il medico decise in ogni caso di volermi rivedere, di sera, di modo da poter vedere di persona questi edemi serali. Finalmente li vide e qualcuno mi disse che avevo ragione, che gli accumuli di liquido c'erano. Mi prescrisse una linfoscintigrafia. Non c'è nemmeno da dirlo che avevo timore di quell'esame, anche se forse più degli aghi tra le dita dei piedi che non della radioattività ^^
Arrivarono
i risultati e la sitazione non era confortante: da immobile il liquido non
saliva affatto, mentre dopo un bel po' di cammino sul posto una gamba riusciva
a farlo risalire fino all'inguine, mentre l'altra si fermava alla caviglia.
L'angiologo mi diagnostica quindi un linfedema bilaterale primario agli arti
inferiori, mi prescrive delle sedute di pressoterapia e bendaggi e infine delle
calze elastiche di II classe a gambaletto. La sera stessa in cui tolsi gli ultimi
bendaggi feci una doccia veloce di 10 minuti visto che avevo le gambe fasciate
da settimane e le caviglie riuscirono già a rigonfiare in quel breve lasso di
tempo. Lo feci presente e mi dissero che avrei dovuto comprare una macchina per
la presso terapia e farla giornalmente. Insomma, storia finita, quella era e
quella rimaneva. Un bel po' di duri colpi con un passaggio repentino al non
sapere e sperare al sapere e non sperare più.
Beh
– direte voi – e il lipedema? Adesso ci arriviamo. Perché dopo aver fatto
pressoterapia, bendaggi e messo le calze, mi sembrava ancora troppo poco
efficiente ed informato il personale medico che mi seguiva e che voleva
rivedermi una volta l’anno. Quindi perché non seguire fino in fondo quel sito
che era stato la mia salvezza e che già mi aveva dato ottimi consigli e
risposte? Prenotai una visita dal dottor Sandro Michelini all’ospedale San
Giovanni Battista di Roma per i primi di dicembre. Ebbene: spiegai tutto al
dottore, il quale mi visitò e vide subito dall’ecografia, oltre che dalla mia
storia, che il mio era un lipedema al II stadio, il quale aveva causato un
linfedema secondario. I segnali erano innanzi tutto questi: la comparsa con la
pubertà, la pausa che il gonfiore si era preso durante gli anni della crescita
(nel momento in cui, quindi, il tessuto adiposo accumulato si era disteso e non
premeva più sui vasi linfatici), la fascia adiposa non morbida visibile
dall’ecografia. Come ho già precedentemente accennato, il dottore mi prescrisse
delle sedute di Linfodrenaggio manuale, Onde d’urto, Cavitazione e Mesoterapia
con Lymdiaral e inoltre l’assunzione di Liquipef e Lymdiaral gocce.
Ed
eccomi qui, che ancora mantengo il sorriso e l’ottimismo che avevo sul volto
quando uscii da quello studio ormai tre anni fa. Perché dopo tre anni ho
finalmente iniziato con le terapie prescrittemi a Roma. Ma di questo, diceva
una proverbiale citazione delle migliori serie televisive, vi racconteremo
nella prossima puntata :3
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giovedì 1 gennaio 2015
Un Buonissimo Anno a Tutti Voi!
Voglio
augurare a tutti quanti un buonissimo 2015, sperando che il 2014 vi abbia
lasciato delle soddisfazioni e dei bei ricordi e non amarezze, bensì idee per
migliorare ciò che non vi è andato a genio. Avete in mano la vostra vita, a
volte è più difficile e a volte ci si sente soli, ma la forza più grande sta
dentro di noi, nella nostra volontà e nel nostro cuore. Vi abbraccio tutti con
amore, che l'inizio sia fantastico, la metà ancora meglio e la fine un
trampolino di lancio per un inizio ancora migliore! :3
giovedì 25 dicembre 2014
lunedì 21 aprile 2014
Buona Pasqua!
Anche se in ritardo di un giorno per via della mia assenza da casa di ieri voglio augurare una buonissima e serena Pasqua e Pasquetta a tutti! :3
martedì 18 febbraio 2014
Stile di vita e terapie
Ciao a tutti! Dopo questa
lunga pausa invernale, che mi ha dato per fortuna delle soddisfazioni
accademiche ripagando un periodo piuttosto stressante, ritorno per cominciare a
parlarvi delle varie soluzioni che possono aiutarci sia nei casi di lipedema, sia
in quelli di linfedema.
Abbiamo già elencato a
grandi linee tutti i sintomi e i vari stadi delle due malattie, quindi possiamo
cominciare a pensare a come curare – per quanto possibile – e soprattutto a
come PREVENIRE questi disturbi. Perché sappiamo che queste due malattie non
hanno effettivamente una cura definitiva, quindi se ci accorgiamo oltretutto di
essere predisposti a edemi successivamente a traumi o ad aumenti di peso,
facciamo una buona azione nei confronti di noi stessi e cerchiamo in ogni modo
di non caderci mai, per quanto sia possibile. E ciò vale anche per la
predisposizione genetica, perché possiamo sempre aiutarci, pur non risolvendo
al 100% la cosa.
Per comodità dividerei ciò
di cui parlerò in vere e proprie terapie
(quindi adottate con una supervisione medica) e in provvedimenti che possiamo prendere da soli.
Vorrei cominciare dagli
accorgimenti che potete prendere da soli, anche perché sono quelli che possono
aiutare a prevenire danni che andrebbero curati con terapie più serie. In effetti
potrei limitarmi al dirvi di fare una “vita sana”, ma a quanto pare questa
definizione prende forme diverse nella mente di ognuno.
- Peso: cercate di restare
nella fascia normopeso, il sovrappeso non è mai una buona cosa e a lungo andare
comporta anche altre malattie. Pensate inoltre allo sforzo di articolazioni e
sistema circolatorio: anche solo 10
kg in più sono una differenza enorme per il nostro
fisico;
- Dieta: mantenete una
dieta sana e varia e controllate i vostri “sgarri”: una dieta iperproteica e
ipercalorica è un danno gravissimo per chi soffre di edemi, dal momento che
esso è alimentato da depositi di acqua e proteine. Evitate gli eccessi di sale,
di carne (imparate a sostituirla con legumi e cereali), di formaggi, di dolci e
di fritti. Bevete molta acqua, che depura, ridrata e aiuta la diuresi;
- Movimento: non fate una vita sedentaria! Prendetevi ALMENO mezz’ora al giorno per curare la vostra attività fisica quotidiana, in poco tempo diventerà una necessità per sentirvi bene! Evitate di stare seduti o in piedi per troppe ore di fila. Evitate movimenti scorretti che potrebbero portare eventuali traumi e infiammazioni;
- Igiene: curate ogni
giorno la vostra igiene con prodotti delicati, una cattiva pulizia degli arti
affetti da edemi può portare a brutte infezioni cutanee;
- Siate positivi: è
inutile fare tutte queste cose per forza, sentendosi costretti e di malumore
perché magari ci mancano le nostre vecchie abitudini sedentarie o gli stravizi
a tavola. Vi state prendendo cura di voi stessi, e cosa c’è di meglio? Avete in
mano la vostra vita e nessuno potrà portarla avanti nel migliore dei modi al
vostro posto. I vizi non sono tutto, ripetetevi questo! La vita e il benessere
lo sono, non il benessere portato da un pacchetto di patatine e dalla partita
in tv, ma quello che sentite quando vi alzate al mattino, il vostro corpo funziona
bene e vi sentite pieni di energia.
Vediamo ora le terapie
sotto supervisione medica:
È naturale che certe
terapie non siano una decisione che possiamo prendere da soli, e quando si ha a
che fare con una malattia rara io consiglio di sentire anche più di una
campana, prima di intraprendere un qualsiasi percorso. Al solito non mi
stancherò mai di ripeterlo, ma ogni caso ha le sue particolarità e la sua fase
d’evoluzione, quindi persone diverse con lo stesso problema potrebbero seguire
percorsi molto diversi.
Se vi è stata
diagnosticata una delle malattie quasi sicuramente avrete dei sintomi evidenti,
e l’edema andrà ridotto sino a tornare alla situazione “normale” dei vostri
arti. A questo si può provvedere in diversi modi:
LINFEDEMA:
- Farmaci e integratori:
possono essere utili farmaci e integratori diuretici e anticellulite che
aiuteranno dall’interno le terapie attuate all’esterno;
- Linfodrenaggio manuale:
si tratta di un massaggio fatto da mani esperte, che disinfiamma e riattiva i
linfonodi perché drenino l’edema. Ovviamente meno l’edema è avanzato e “duro” e
più il corpo sarà in grado di agire da solo;
- Pressoterapia: si tratta di un trattamento che si serve di una macchina che, tramite una pressione esercitata per mezzo di gambali o bracciali costituiti da sacche che si gonfiano d’aria con una precisa tempistica (a turno dal basso verso l’alto, o anche tutte insieme), aiuta a drenare velocemente i liquidi accumulati;
- Bendaggi: anche questi
devono essere effettuati da mani esperte, ma il malato può farsi istruire dal
suo medico per riuscire a beneficiarne anche a casa, con attenzione. Si tratta
di una compressione provvisoria che aiuta l’edema a sgonfiarsi (e a non
ritornare) e può aiutare a mantenere i risultati ottenuti con il linfodrenaggio;
- Calze elastiche: chiunque
sia infine incorso in una diagnosi di linfedema (e in certi casi anche di
lipedema) e nelle relative cure per giungere alla sua situazione ottimale si
sarà recato dall’ortopedico più vicino per comprare a caro prezzo delle calze
elastiche, che diverranno – volenti o nolenti – delle compagne quotidiane. Ne
esistono diversi modelli e con diversi gradi di compressione, a seconda delle
esigenze. Esse vanno indossate al mattino e tolte solo all’ora di coricarsi, in
modo da avere un massaggio continuo e graduale sull’area interessata
dall’edema, aiutato soprattutto dal movimenti degli arti. È essenziale essere
costanti nell’uso delle calze, altrimenti si perderanno i risultati raggiunti,
ritrovandosi a seguire l’iter già nominato sopra;
- Interventi chirurgici: ammetto di essere molto disinformata sugli interventi che si effettuano in questi casi, e c’è anche discordanza tra i medici che ho potuto leggere e ascoltare sull’utilità degli stessi, perciò se volete prendere in considerazione questa via vi consiglio di rivolgervi a più specialisti per farvene un’idea completa sui metodi di ricostruzione di un sistema linfatico funzionante.
LIPEDEMA:
Non mi ripeterò ovviamente
per le terapie già nominate, ma a grandi linee tutte le cure descritte per il
linfedema possono essere utili anche per il lipedema e soprattutto per il
linfolipedema. Quindi dedichiamoci soprattutto qui alle terapie che aiutano a
smaltire il grasso in eccesso che affligge i vasi linfatici (e che probabilmente nei casi meno gravi potranno liberarvi dagli edemi e dalle calze elastiche per un periodo prolungato fino a nuovi accumuli):
- Cavitazione: si tratta
di un’eliminazione delle adiposità tramite ultrasuoni a bassa frequenza, in
modo non invasivo o doloroso;
- Mesoterapia: si tratta
di iniezioni a livello sottocutaneo multiple e ripetute si farmaci volti a
ridurre la materia adiposa della zona trattata;
- Onde d’urto: solitamente
utilizzate in medicina riabilitativa a livello osseo, possono essere utili
anche in questi casi in associazione ad altre terapie.
- Liposuzione: nei casi
gravi l’unica soluzione potrebbe rivelarsi una vera e propria liposuzione.
Ho per ora elencato e
spiegato a grandi linee le terapie di cui sono a conoscenza e che, in parte,
sono state prescritte a me e ad altri conoscenti affetti da queste malattie, ma
non voglio addentrarmi oltre non avendo la certezza dell’utilità di altre
terapie. Ho comunque intenzione di ritornare più specificatamente su quelle che
meglio conosco.
Specifico comunque che,
dato che parecchie di queste terapie si trovano anche nei comuni centri
estetici senza qualifica e supervisione medica, dovete rivolgervi ad un professionista
laureato in medicina, al quale dovete spiegare bene la vostra situazione e che
saprà regolare l’intensità adeguata dei trattamenti, in collaborazione con lo
specialista che già vi segue. Questi problemi sono spesso presi per puri
problemi estetici, ma non lasciatevi convincere da queste maligne dicerie: sono
cose serie e voi non siete delle tardone col sedere non-alla-brasiliana che
vogliono perdere 20 anni sborsando qualche centinaio di euro. Avete bisogno di
un aiuto adeguato.
Per questa sera vi saluto e vi auguro una buona serata! :3
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mercoledì 1 gennaio 2014
Happy New Year 2014!
Anche se con un (bel) po'
di ritardo, vi auguro un buonissimo anno, spero che abbiate festeggiato bene e
non in modi pericolosi, buon 2014! :3
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