Anche se in ritardo di un giorno per via della mia assenza da casa di ieri voglio augurare una buonissima e serena Pasqua e Pasquetta a tutti! :3
Questo blog si occupa di diffondere informazioni riguardanti Linfedema e Lipedema, sia per chi vuole saperne di più sia per chi ne è affetto. Perché una nuvola di passaggio? Beh, perché si spera che prima o poi questi incubi se ne vadano, leggerissimi, lasciando leggerissimi anche noi stessi. Benvenuti!
lunedì 21 aprile 2014
martedì 18 febbraio 2014
Stile di vita e terapie
Ciao a tutti! Dopo questa
lunga pausa invernale, che mi ha dato per fortuna delle soddisfazioni
accademiche ripagando un periodo piuttosto stressante, ritorno per cominciare a
parlarvi delle varie soluzioni che possono aiutarci sia nei casi di lipedema, sia
in quelli di linfedema.
Abbiamo già elencato a
grandi linee tutti i sintomi e i vari stadi delle due malattie, quindi possiamo
cominciare a pensare a come curare – per quanto possibile – e soprattutto a
come PREVENIRE questi disturbi. Perché sappiamo che queste due malattie non
hanno effettivamente una cura definitiva, quindi se ci accorgiamo oltretutto di
essere predisposti a edemi successivamente a traumi o ad aumenti di peso,
facciamo una buona azione nei confronti di noi stessi e cerchiamo in ogni modo
di non caderci mai, per quanto sia possibile. E ciò vale anche per la
predisposizione genetica, perché possiamo sempre aiutarci, pur non risolvendo
al 100% la cosa.
Per comodità dividerei ciò
di cui parlerò in vere e proprie terapie
(quindi adottate con una supervisione medica) e in provvedimenti che possiamo prendere da soli.
Vorrei cominciare dagli
accorgimenti che potete prendere da soli, anche perché sono quelli che possono
aiutare a prevenire danni che andrebbero curati con terapie più serie. In effetti
potrei limitarmi al dirvi di fare una “vita sana”, ma a quanto pare questa
definizione prende forme diverse nella mente di ognuno.
- Peso: cercate di restare
nella fascia normopeso, il sovrappeso non è mai una buona cosa e a lungo andare
comporta anche altre malattie. Pensate inoltre allo sforzo di articolazioni e
sistema circolatorio: anche solo 10
kg in più sono una differenza enorme per il nostro
fisico;
- Dieta: mantenete una
dieta sana e varia e controllate i vostri “sgarri”: una dieta iperproteica e
ipercalorica è un danno gravissimo per chi soffre di edemi, dal momento che
esso è alimentato da depositi di acqua e proteine. Evitate gli eccessi di sale,
di carne (imparate a sostituirla con legumi e cereali), di formaggi, di dolci e
di fritti. Bevete molta acqua, che depura, ridrata e aiuta la diuresi;
- Movimento: non fate una vita sedentaria! Prendetevi ALMENO mezz’ora al giorno per curare la vostra attività fisica quotidiana, in poco tempo diventerà una necessità per sentirvi bene! Evitate di stare seduti o in piedi per troppe ore di fila. Evitate movimenti scorretti che potrebbero portare eventuali traumi e infiammazioni;
- Igiene: curate ogni
giorno la vostra igiene con prodotti delicati, una cattiva pulizia degli arti
affetti da edemi può portare a brutte infezioni cutanee;
- Siate positivi: è
inutile fare tutte queste cose per forza, sentendosi costretti e di malumore
perché magari ci mancano le nostre vecchie abitudini sedentarie o gli stravizi
a tavola. Vi state prendendo cura di voi stessi, e cosa c’è di meglio? Avete in
mano la vostra vita e nessuno potrà portarla avanti nel migliore dei modi al
vostro posto. I vizi non sono tutto, ripetetevi questo! La vita e il benessere
lo sono, non il benessere portato da un pacchetto di patatine e dalla partita
in tv, ma quello che sentite quando vi alzate al mattino, il vostro corpo funziona
bene e vi sentite pieni di energia.
Vediamo ora le terapie
sotto supervisione medica:
È naturale che certe
terapie non siano una decisione che possiamo prendere da soli, e quando si ha a
che fare con una malattia rara io consiglio di sentire anche più di una
campana, prima di intraprendere un qualsiasi percorso. Al solito non mi
stancherò mai di ripeterlo, ma ogni caso ha le sue particolarità e la sua fase
d’evoluzione, quindi persone diverse con lo stesso problema potrebbero seguire
percorsi molto diversi.
Se vi è stata
diagnosticata una delle malattie quasi sicuramente avrete dei sintomi evidenti,
e l’edema andrà ridotto sino a tornare alla situazione “normale” dei vostri
arti. A questo si può provvedere in diversi modi:
LINFEDEMA:
- Farmaci e integratori:
possono essere utili farmaci e integratori diuretici e anticellulite che
aiuteranno dall’interno le terapie attuate all’esterno;
- Linfodrenaggio manuale:
si tratta di un massaggio fatto da mani esperte, che disinfiamma e riattiva i
linfonodi perché drenino l’edema. Ovviamente meno l’edema è avanzato e “duro” e
più il corpo sarà in grado di agire da solo;
- Pressoterapia: si tratta di un trattamento che si serve di una macchina che, tramite una pressione esercitata per mezzo di gambali o bracciali costituiti da sacche che si gonfiano d’aria con una precisa tempistica (a turno dal basso verso l’alto, o anche tutte insieme), aiuta a drenare velocemente i liquidi accumulati;
- Bendaggi: anche questi
devono essere effettuati da mani esperte, ma il malato può farsi istruire dal
suo medico per riuscire a beneficiarne anche a casa, con attenzione. Si tratta
di una compressione provvisoria che aiuta l’edema a sgonfiarsi (e a non
ritornare) e può aiutare a mantenere i risultati ottenuti con il linfodrenaggio;
- Calze elastiche: chiunque
sia infine incorso in una diagnosi di linfedema (e in certi casi anche di
lipedema) e nelle relative cure per giungere alla sua situazione ottimale si
sarà recato dall’ortopedico più vicino per comprare a caro prezzo delle calze
elastiche, che diverranno – volenti o nolenti – delle compagne quotidiane. Ne
esistono diversi modelli e con diversi gradi di compressione, a seconda delle
esigenze. Esse vanno indossate al mattino e tolte solo all’ora di coricarsi, in
modo da avere un massaggio continuo e graduale sull’area interessata
dall’edema, aiutato soprattutto dal movimenti degli arti. È essenziale essere
costanti nell’uso delle calze, altrimenti si perderanno i risultati raggiunti,
ritrovandosi a seguire l’iter già nominato sopra;
- Interventi chirurgici: ammetto di essere molto disinformata sugli interventi che si effettuano in questi casi, e c’è anche discordanza tra i medici che ho potuto leggere e ascoltare sull’utilità degli stessi, perciò se volete prendere in considerazione questa via vi consiglio di rivolgervi a più specialisti per farvene un’idea completa sui metodi di ricostruzione di un sistema linfatico funzionante.
LIPEDEMA:
Non mi ripeterò ovviamente
per le terapie già nominate, ma a grandi linee tutte le cure descritte per il
linfedema possono essere utili anche per il lipedema e soprattutto per il
linfolipedema. Quindi dedichiamoci soprattutto qui alle terapie che aiutano a
smaltire il grasso in eccesso che affligge i vasi linfatici (e che probabilmente nei casi meno gravi potranno liberarvi dagli edemi e dalle calze elastiche per un periodo prolungato fino a nuovi accumuli):
- Cavitazione: si tratta
di un’eliminazione delle adiposità tramite ultrasuoni a bassa frequenza, in
modo non invasivo o doloroso;
- Mesoterapia: si tratta
di iniezioni a livello sottocutaneo multiple e ripetute si farmaci volti a
ridurre la materia adiposa della zona trattata;
- Onde d’urto: solitamente
utilizzate in medicina riabilitativa a livello osseo, possono essere utili
anche in questi casi in associazione ad altre terapie.
- Liposuzione: nei casi
gravi l’unica soluzione potrebbe rivelarsi una vera e propria liposuzione.
Ho per ora elencato e
spiegato a grandi linee le terapie di cui sono a conoscenza e che, in parte,
sono state prescritte a me e ad altri conoscenti affetti da queste malattie, ma
non voglio addentrarmi oltre non avendo la certezza dell’utilità di altre
terapie. Ho comunque intenzione di ritornare più specificatamente su quelle che
meglio conosco.
Specifico comunque che,
dato che parecchie di queste terapie si trovano anche nei comuni centri
estetici senza qualifica e supervisione medica, dovete rivolgervi ad un professionista
laureato in medicina, al quale dovete spiegare bene la vostra situazione e che
saprà regolare l’intensità adeguata dei trattamenti, in collaborazione con lo
specialista che già vi segue. Questi problemi sono spesso presi per puri
problemi estetici, ma non lasciatevi convincere da queste maligne dicerie: sono
cose serie e voi non siete delle tardone col sedere non-alla-brasiliana che
vogliono perdere 20 anni sborsando qualche centinaio di euro. Avete bisogno di
un aiuto adeguato.
Per questa sera vi saluto e vi auguro una buona serata! :3
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mercoledì 1 gennaio 2014
Happy New Year 2014!
Anche se con un (bel) po'
di ritardo, vi auguro un buonissimo anno, spero che abbiate festeggiato bene e
non in modi pericolosi, buon 2014! :3
mercoledì 25 dicembre 2013
martedì 19 novembre 2013
Stadi di Linfedema e Lipedema
Ciao a tutti! Scusate per la lunga pausa, ma tra impegni universitari e influenza autunnale non è stato facile trovare un po' di tempo e tranquillità!
Ma veniamo a noi, l'ultima volta vi ho lasciati con una prima descrizione di linfedema e lipedema, adesso vorrei entrare un po' più nel dettaglio osservandone i vari stadi. Entrambe le malattie hanno vari stadi di gravità che presentano determinate caratteristiche. Ora, in giro per il web e anche da parte dei medici ho trovato pareri discordanti, perciò non vorrei porre una divisione troppo netta per poi magari scrivere sfondoni e riportare false informazioni.
Da quello che sapevo, gli stadi erano tre, ma leggo che alcuni ne presentano anche quattro o cinque, sfumando i diversi sintomi con una gradualità maggiore, quindi credo si tratti di pura convenzione per voler essere più o meno precisi nei singoli casi. Io mi limiterò a descriverne tre per entrambe le malattie, giusto per dare un'idea abbastanza chiara e netta:
LINFEDEMA
Stadio I: è possibile notare un gonfiore che regredisce con il riposo, mantenendo le gambe in posizione orizzontale;
Stadio II: il gonfiore non regredisce del tutto col riposo, insieme ai liquidi nell'edema cominciano a depositarsi anche proteine e l'arto comincia ad avere una consistenza più dura;
Stadio III: l'edema non regredisce e diventa permanente, l'arto subisce delle deformazioni e può arrivare all'elefantiasi.
LIPEDEMA
Stadio I: la pelle appare abbastanza uniforme, vi sono dei cuscinetti di grasso e le parti interessate appaiono gonfie maggiormente in zone "tipiche" come i fianchi;
Stadio II: la pelle è meno uniforme, con un aspetto a "buccia d'arancia" o a "materasso";
Stadio III: gli accumuli di grasso generano una superficie cutanea con ampie concavità sino ad arrivare alla deformazioe dell'arto con possibile lipolinfedema.
Spero di avervi chiarito ulteriormente le idee, anche se ovviamente questi stadi, come già detto, sono totalmente indicativi, visto che ogni singolo caso ha le sue particolarità. Per stavolta è tutto :3
Piccolo p.s.: fra poco è Natale, se ne respira già nell'aria dalle prime decorazioni appese, dai negozi che si riempiono di merce dedicata, dalle lucine che cominciano a guarnire le città. Godetevi questo periodo gioioso e colorato con la spensieratezza di un bambino, l'adulto che lascia in secondo piano le cose piccole e belle ritenendole frivole e inutili fa solo un danno a sé stesso. Non lasciate che sia una cosa brutta come una malattia a farvi ragionare su cosa è davvero importante!
Per adesso vi saluto, buon proseguimento di serata! :3
domenica 6 ottobre 2013
Primo sguardo a Linfedema e Lipedema
Ciao a
tutti! Torno dopo un po' di tempo dall'apertura con un post
importante quanto a significato e mole. Ho già preannunciato quali
sarebbero stati gli argomenti portanti di questo blog e quindi vorrei
cominciare con una spiegazione al contempo generale e approfondita di
questi tipetti piuttosto sconosciuti.
Partiamo
semplicemente dalle definizioni prese dall'Enciclopedia Treccani:
linfedèma (o
linfoedèma) s. m. [comp. di linf(o)-
e edema] (pl. -i). – In medicina, forma di edema
che si osserva particolarm. negli arti, più frequentemente in quelli
inferiori, determinata dall’accumulo, negli spazî interstiziali,
di liquido a elevato contenuto proteico.
lipedèma
(o lipoedèma) s. m. [comp. di lipo- e
edema] (pl. -i). – Nel linguaggio medico,
patologico ingrassamento a carico della metà inferiore del corpo, e
soprattutto delle gambe, accompagnato da mollezza dei tegumenti e
facilità alla formazione di edemi.
Come
potete vedere, sembra che la differenza sostanziale a livello di
sintomi non sia poi così importante: “in soldoni”, come si suol
dire, entrambe comportano edemi agli arti (possono entrambe colpire
anche quelli superiori in dei casi). Vediamone quindi la definizione:
edèma
(alla greca èdema) s. m. [dal gr. οἴδημα
«gonfiore», der. di οἰδάω «esser gonfio»] (pl. -i).
– In medicina, abnorme aumento del liquido interstiziale dei
tessuti o di quello contenuto nelle cavità sierose (pleure,
pericardio, peritoneo), dovuto ad alterazioni degli scambî
idrosalini tra sangue e tessuti, in seguito a fattori molteplici:
aumento della pressione idraulica nell’interno dei capillari (e.
meccanici), diminuzione della pressione oncotica del plasma
(e. discrasici), aumento della permeabilità della
parete dei capillari, per processi tossici, allergici, infiammatorî
(e. tossici, allergici, infiammatorî),
ecc. In partic., e. polmonare acuto, sindrome
gravissima, dovuta a varie cause (insufficienza cardiaca acuta,
polmoniti, lesioni nervose, traumi, intossicazioni, ecc.), e
caratterizzata da forte dispnea, cianosi, tosse con abbondante
escreato.
Probabilmente
si sente parlare molto più spesso di cose come l'edema polmonare,
che non dell'edema agli arti, proprio perché quest'ultimo non è
ritenuto così grave o addirittura mortale. L'edema agli arti è una
cosa che può colpire chiunque, ma spesso quando questo è molto
lieve non viene preso sul serio né ci si interessa più di tanto
alle sue dinamiche e/o cause. Ma su questo tornerò più tardi.
Analizziamo
separatamente le due patologie, per capirci meglio. Cominciamo dal
linfedema (probabilmente più spesso diagnosticato del lipedema): esso è
una patologia della quale l'edema è solo il sintomo, in quanto
quest'ultimo è causato da un malfunzionamento del sistema linfatico.
Il sistema linfatico è un complesso di elementi anatomici che
trasporta la linfa all'interno del corpo. Questa è una sostanza
composta principalmente di acqua, lipidi, proteine e linfociti.
In
caso di malfunzionamento del sistema linfatico, la linfa non viene
efficientemente trasportata e va ad accumularsi negli spazi
interstiziali degli arti interessati. Questo ovviamente crea un
rigonfiamento visibile che col tempo, se non contenuto, può
provocare dolore e malformazioni irreversibili in quanto tende ad
indurirsi.
Il
linfedema si divide principalmente in due tipi: il cosiddetto
“linfedema primario” e il cosiddetto “linfedema secondario”.
A differenza sta nell'origine del malfunzionamento del sistema
linfatico: nel primo caso esso è congenito, mentre nel secondo è
avvenuto in seguito ad un trauma o una malattia (un classico esempio
di linfedema secondario agli arti superiori è quello conseguente
alle operazioni per un carcinoma mammario).
Veniamo
ora alla spiegazione dei sintomi, che è bene saper riconoscere anche
nella loro possibile varietà: nessun linfedema è uguale (e lo
dimostra anche l'assegnazione di cure ad personam da parte degli
specialisti più preparati), ma possiamo certamente trovarvi dei
punti comuni, quelli più “evidenti”.
Certamente
il primo campanello di allarme è il gonfiore: il linfedema, anche se
può interessare entrambi gli arti, solitamente è asimmetrico o
unilaterale, interessando maggiormente un solo arto. Questo aiuta
anche ad accorgersi del problema con un semplice confronto visivo.
Un'altra cosa da provare è imprimere con una lieve pressione un dito
sul gonfiore: la linfa si sposterà in quel punto e rimarrà impressa
l'impronta.
Questo
gonfiore, se lieve, può essere certamente scambiato per le tipiche
“gambe pesanti” spesso lamentate dalle donne dopo una giornata
faticosa o in dati periodi del ciclo ormonale, ma anche se non è
bene fare allarmismi, se si hanno arti profondamente segnati dalle
calzature o ingrossati di diversi cm per un periodo prolungato, è
bene consultare il proprio medico.
Il
linfedema può presentare anche altri sintomi “accessori”, come
può essere un cambiamento della cromia e della consistenza della
pelle, oltre ad una sua ovvia tensione ed eventuali prurito e dolore per via dell'edema. A lungo
andare il gonfiore può impedire un libero movimento dell'arto
colpito.
Vorrei ora buttare uno sguardo
sul lipedema: si tratta appunto di un accumulo patologico di cellule
adipose negli arti (anche qui solitamente gli inferiori, ma non è
sempre la regola), le quali a lungo andare generano una precisa
conformazione del corpo e provocano anche edemi.
Questa
malattia, a quanto ne so, è meno spesso diagnosticata e curata,
proprio perché, a parte nei casi più gravi, si associano questi
accumuli alla cosiddetta “costituzione corporea”, alle abitudini
sbagliate, all'aumento di peso, alla predisposizione ad ingrassare.
I
sintomi possono risultare simili al linfedema in alcuni casi, ma il
rigonfiamento non coinvolge il dorso del piede, l'arto è
generalmente meno teso e duro e l'edema è solitamente bilaterale e
simmetrico.
Trattandosi
comunque di accumuli di grasso, non è raro che il lipedema sia
accompagnato da infezioni dei tessuti che portano a cellulite o a
problemi dei sistemi venoso e linfatico che si trovano compressi e
ostacolati.
Un'altra
differenza sostanziale che potrebbe determinare la diagnosi di
lipedema anziché di linfedema è il comportamento dell'edema stesso, se presente:
non essendovi nel lipedema un vero e proprio malfunzionamento “autonomo” del
sistema linfatico, l'accumulo di liquidi potrebbe
formarsi con una dipendenza stagionale per via del caldo oppure dopo
un lungo periodo seduti o in piedi, o ancora in periodi precisi del ciclo ormonale femminile. In ogni caso in presenza di
linfedema basta la sola forza di gravità perché la linfa si
accumuli, dal momento che il sistema linfatico non funziona allo
stesso modo in estate, in inverno, in piedi o seduti.
Ma le
due patologie possono presentarsi anche insieme, portando i sintomi
di entrambe. Questo stadio, solitamente grave e già avanzato, prende
il nome di “lipolinfedema”.
Per
questa sera mi fermo qui, ci sarebbe ancora molto da dire, ma non
vorrei “caricare” troppo ogni singolo post e credo che questa
visione generale sia già abbastanza per schiarirsi un po' le idee.
Nel prossimo intervento, prima di addentrarmi nell'ambito delle cure, vorrei dedicarmi in maggior profondità al lipedema e al linfedema, definendone i vari stadi con conseguenti sintomi specifici.
Alla prossima e buonanotte! :3
sabato 28 settembre 2013
Presentazione
Ciao a
tutti e un caloroso benvenuto a chiunque entrasse in questo piccolo
angolino. Credo che gli inizi siano sempre i più problematici per
qualsiasi cosa, quindi non voglio fare una cosa troppo complessa e mi
limiterò alle presentazioni.
Mi
chiamo Nuwola, ho 23 anni e sono una ragazza amante della tranquillità,
dei bei passatempi, della natura, dello studio e di tante altre cose. E tengo a
sottolineare che io sono soprattutto questo, anche se ho aperto
questo blog principalmente per condividere la mia storia riguardante
le mie più grandi “avventure”: il linfedema e il lipedema.
Con la
mia storia spero di informare e aiutare i malati come me a trovare
informazioni, aiuto o una semplice chiacchierata di supporto, ma
anche di dare più voce a noi malati, invisibili per la gran parte
delle persone e per lo Stato.
Probabilmente
in questo piccolo spazio parlerò anche di altri argomenti che mi
stanno a cuore, magari con dei singoli post tematici, vedrò come si
svilupperà la cosa. Ma per adesso vi do la buonanotte! :3
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